giovedì 9 gennaio 2014

La notte dei miti viventi

il camino assassino

Mentre dal camino fuoriusciva quel micidiale gas che è l'ossido di carbonio, il nostro amico Enzo ci spiegava che Zeus si era travestito da Anfitrione per scoparsi la moglie Alcmena.

Io pur apprezzando ed invidiando le gesta erotiche del Signore degli Dei non potevo non far notare che l'ossido di carbonio inalato, unito alla zuppa di ceci appena mangiata, stavano per ucciderci considerando anche che l'ospedale più vicino si trovava a 35 chilometri, da percorrere avvolti dalla nebbia.

Insomma se oggi sono qui a scrivere sui fatti accaduti a capodanno, è un vero miracolo.

Il casolare dove siamo stati ospitati era recidivo (vedi l'angolo delle stelle). Vi avevamo trascorso un delizioso week end in periodo estivo. Ma quella volta tutto era caldo, solare e luminoso. Anche il cielo notturno ci sorrideva al punto che non ci serviva alcuna lampadina per rimanere fuori la sera a bere e chiacchierare.

A dicembre il discorso cambia. Uno scenario naturale estremamente affascinante, ma tetro; una temperatura gelida; una nebbia fitta e lattiginosa; una pioggia lieve, ma densa e costante, assuppaviddani. Un vero tempo da lupi. E i lupi! Tenuti lontano da un piccolo cane San Bernardo  che riceveva pane duro e affetto incondizionato da parte di tutti. Quasi tutti.

Ogni sera i fortunati partecipanti si ritiravano nelle loro stanze con qualche timore per se e per gli altri Saremo tutti qui domani mattina? Il desiderio di fuga era latente in tutti, ma chi lo avrebbe messo in atto? Questo era un mistero

E così il 31 mattina il mistero si dissipò. Dopo esserci contati: 6! Ci accorgiamo che uno di noi manca all'appello. Non ci sono dubbi. Ieri sera eravamo in sette. Oggi in sei. La fuga è avvenuta nella notte.
Zeus e Alcmena

La stanza risultava vuota e, come indizio, restava uno stralcio di carta igienica con la scritta in rosso che spiegava i motivi della fuga.

Ma la vita continuava ed ora il problema riguardava gli altri sei. Chi sarà il prossimo? La sfiducia dilagava e il sospetto toccava un po' tutti. Nella nebbia del mattino mescolata con la nube tossica di CO, si consumavano e si scandivano i momenti topici della giornata: doccia bollente, colazione con dolci al peperoncino, gite presso paesi fantasma, spesa scacciacrisi, rientro al casolare e via via tutte le altre cose. In attesa del must della giornata: chiacchierata davanti al camino, fonte di calore e dispensatore di fumi velenosi!

Il clima sembrava gioioso. Nessuno osava obiettare niente a nessuno. Dovevamo vivere un capodanno sereno. Anche le parole crociate della Settimana Enigmistica servivano allo scopo e venivano scelti appositamente gli schemi più ardui (tipo Ghilardi e Bartezzaghi) in modo che nessuno sapesse niente non correndo il rischio di sfigurare davanti a gli altri che non sapevano niente lo stesso. Come si fa a conoscere il nome dalla casata reale inglese fino al 1917? 20 lettere!* Impossibile. E si alimentava così lo spirito di gruppo.

Poi arriva qualcuno. E' Ciccio accompagnato dalla compagna. Ciccio e la compagna non si fermeranno a dormire, sono venuti da Palermo con l'unico scopo di spargere zizzania. O semplicemente per farsi un aperitivo presso un certo spaccio della zona dove non troviamo nessun avventore. Solo i simpatici gestori che stappano una bottiglia di spumante ed insultano i forestali. Qui in Sicilia tutti  insultano i forestali. Ma i forestali sono buoni e non odiano nessuno. Neanche i cinghiali.

Dopo Ciccio la vita continua nell' attesa dell'arrivo di un altro ospite: M. Ma M. non arriverà mai e mai si saprà se sia caduto in un crepaccio disorientato dalla nebbia, o sbranato da un lupo randagio o se, semplicemente, non aveva voglia di venire a passare il capodanno con noi. Questa era l'ipotesi più nefasta per noi e per la splendida e affettuosa padrona di casa. Ma sorvoliamo sui motivi della debacle di M. L'unica cosa che ci interessa è che non sia venuto. E ciò ci consente di dormire più larghi senza cedere brandelli di privacy al primo venuto!

Gratteri
Il giorno 1 gennaio 2014 inizia il nuovo anno, ma finisce la nostra esperienza. Si esce dal cancello del castello che già non si vede niente. La nebbia persiste , ma non riesce a nascondere due esili fanciulle che spuntano dal nulla: sono due svizzere che passeggiano serenamente al gelo, ma sono stanche e vorrebbero essere soccorse. Contenti di compiere la prima buona azione dell'anno ci affezioniamo alle due signorine che vengono caricate in auto e scaricate al loro destino: un malfamato agriturismo che inghiotte ospiti di cui si perdono le tracce. Ma noi non sappiamo niente!

P.S. a proposito di M: tornando a casa non abbiamo visto nessuna auto cappottata  nei dirupi che costeggiano il percorso. M si è proprio rifiutato di passare il capodanno con noi!

pippo vinci

*Sassonia-Coburgo-Gotha

2 commenti:

Oscuria ha detto...

"La scrittura comincia quando scattano gli interruttori emotivi"
Sono scattati.....
Bacio grande

Anonimo ha detto...

... ma cosa c'era scritto sulla carta igienica, in rosso?

s.